domenica, Febbraio 15, 2026
12.6 C
Milano

Fondatori: Gilberto Oneto, Leonardo Facco, Gianluca Marchi

Navigator, tutto previsto: un altro fallimento dello Stato

Da leggere

di MATTEO CORSINI Non serviva avere doti divinatorie per prevedere quale sarebbe stata l’evoluzione della figura dei “Navigator”, introdotti come facilitatori dell’incontro tra l’offerta di lavoro di dei percettori del reddito di cittadinanza e la domanda da parte delle aziende. Quelle persone avrebbero navigato barcamenandosi durante il contratto a tempo determinato con ANPAL, salvo poi cercare di essere stabilizzati o nei centri per l’impiego (dove pure erano presenti fisicamente ancorché dipendenti da un’altra struttura), o in un’altra amministrazione pubblica. In sostanza, avrebbero cercato in primis di trasformare se stessi in dipendenti pubblici a tempo indeterminato, contando anche sul fatto che, giunti in prossimità della scadenza del contratto a termine, una parte più o meno consistente della politica avrebbe preso a cuore le loro sorti. Quanto al favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, si capiva fin dall’inizio che sarebbe stato
Iscriviti o accedi per continuare a leggere il resto dell'articolo.

Correlati

2 COMMENTS

  1. Credo che in Italia non si sia mai visto un accanimento mediatico paragonabile a quello scatenato da un anno e mezzo contro i c.d. Navigator.
    Un conto è individuare i mali strutturali e gli errori politici commessi nelle politiche attive del lavoro in Italia, altro è indicare come responsabili le persone sbagliate: lavoratori precari, laureati di alto profilo che anno vinto una selezione pubblica e che finora hanno fatto tutto ciò che potevano.
    Ricordiamo che i Navigator operano su una platea di beneficiari del RdC difficilmente collocabile sul mercato del lavoro senza un adeguato lavoro preliminare di formazione, riqualificazione e attivazione, anche motivazionale.
    Se una nave sbaglia rotta la colpa è dell’armatore, del capitano o dell’equipaggio?
    Sembra che la risposta del vostro giornale sia la numero tre.
    Risposta errata.

    • Forse il boia è colpevole dell’ingiustizia della pena di morte? O il dipendente dell’Agenzia delle Entrate della rapina legalizzata di imposte e tasse? O il notaio per il pizzo che riscuote per conto dello Stato? O l’impiegato della Banca d’Italia per la stampa di carta straccia dipinta da banconota? Senz’altro no. Ma diventano colpevoli quando, per una malintesa solidarietà professionale, buttano sotto il tappeto la fastidiosa polvere dei crimini legalizzati connessi con l’esercizio del loro lavoro. E magari si indignano per gli schiavi che raccolgono i pomodori.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Articoli recenti