NIENTE È MAI QUELLO CHE SEMBRA, E NESSUNO È MAI CHI DICE DI ESSERE

di ENZO TRENTIN

Questa vecchia storia raccapricciante fu raccontata da Robert Lee Scott Jr. nel periodico “Damned to Glory”, una serie di racconti patriottici pubblicata da Scribner nel 1944. Fu ristampata in “The Reader’s Digest” nel gennaio 1945 come il “Velivolo fantasma”. Ecco la storia raccontata all’epoca dal colonnello Scott:

Nel maggio 1941, un pilota dell’esercito americano di nome Corn Sherrill si trovava sull’isola filippina di Mindanao nel maggio 1942, con 11 meccanici che erano fuggiti nell’isola meridionale per vie traverse. A 6/7 km. di distanza, gli americani trovarono un aereo da caccia P-40 danneggiato. Il Warhawk in questione era un modello con sei mitragliatrici funzionanti cal. 12,7 mm. sulle ali. Alcuni uomini della tribù Moro aiutarono a portare il residuato che vuoto pesava oltre tre tonnellate, compresi la maggior parte del motore e della fusoliera, in un’area più adatta. A dicembre avevano tagliato una pista di circa 1.500 mt. e avevano equipaggiato il loro P-40 con degli sci di bambù per il decollo, più un serbatoio di carburante supplementare da 50 galloni installato nel vano bagagli.

L’8 dicembre 1942 – il giorno successivo all’attacco giapponese a Pearl Harbor – Sherrill decollò con quattro bombe da 300 libbre sotto le ali. Appena sollevatosi dalla pista l’aereo lasciò cadere gli sci di bambù e volò per 1.000 miglia a Taiwan. Un’impresa straordinaria per un P-40, sia pure con un serbatoio ausiliario di carburante.

Il tenente Sherrill attaccò l’aeroporto in mano giapponese “con le sue file di caccia e bombardieri ordinatamente parcheggiate” […] “li mitragliò fila dopo fila, e tagliò la bandiera giapponese dall’edificio del quartier generale con la punta dell’ala del suo Warhawk. Posò la sua prima bomba ad ala proprio negli uffici nemici.” Sebbene intercettato da aerei Zeros giapponesi, finì il lavoro e fuggì, volando per 250 miglia verso un aeroporto cinese, dove fu intercettato e abbattuto dai P-40 della China Air Task Force.

Anni dopo, il generale Scott raccontò nuovamente la storia alla rivista “Yankee”. Qui ammise che il suo racconto in tempo di guerra era stato abbellito, perché in quell’epoca la forze armate USA erano sistematicamente sconfitte dai giapponesi. Del resto gran parte della storia era un mistero; il nome del tenente era una delle finzioni. Forse perché “Yankee” era una rivista regionale, il generale ora affermava che il pilota era originario di Boston e sperava che qualcuno avrebbe riconosciuto il pilota, quindi la sua rivisitazione. Più di recente, l’episodio è stato pubblicato su “Aviation History”, con il pilota che questa volta era in missione con un staffetta portaordini.

Ovviamente era tutta Dizinformacja. Uno di quei racconti di propaganda che vennero pubblicati per necessità in tempo di guerra. Il generale Scott una volta lo confessò (a detta Dave Kight) su un forum di discussione online. Dave Kight ha raccontato di un incontro dove il generale era presente come oratore: “durante la domanda e la risposta qualcuno gli ha chiesto di questa storia del P-40 di Mindanao. Rise e disse che lui e un altro pilota Flying Tiger si erano inventati tutto giustificandosi con il clima di guerra di quei momenti. In seguito ammisero che si trattava di uno scherzo”, ma la cosa era dura a morire. Disse che erano sbalorditi nel vedere come la stampa di un numero di “Air Classics” continuava a rilanciare la frottola, e se avessero avuto idea che sarebbe stata riproposta a circa 40 anni di distanza (all’epoca) non l’avrebbero fatto.

Questo racconto serve a sottolineare come alcune fanfaluche, purché continuamente rilanciate dai mezzi d’informazione diventi Dizinformacja e siano difficili da smascherare. E a giorni nostri sembra un paradigma della storia del Covid-19. Indubbiamente un virus che può essere contagioso e letale; ma solo a determinate condizioni.

Questo corona-virus sembra essere diventato terrificante grazia ad una stampa che anziché essere il cane da guardia del potere, ne è diventata il salottiero Chihuahua. Non a caso Antonio Socci ha scritto (Vedi qui): «Ora tutti a esaltare il nostro sistema sanitario e a lamentare la mancanza di mezzi e strutture, mentre per anni è caduto sotto la scure dei tagli e dell’austerità europea in quanto “sprecone”. Ora tutti a criticare Madame Lagarde per le sue micidiali dichiarazioni, dopo aver esaltato per decenni, acriticamente, le istituzioni europee e aver consegnato loro la nostra sovranità.»

Come dicevamo: niente è mai quello che sembra, e nessuno è mai chi dice di essere. Ora non c’è dubbio che all’inizio le autorità siano state prese alla sprovvista, e hanno dovuto confrontarsi con un agente virale sconosciuto. Di qui le iniziali rassicurazioni tranquillizzanti. Tuttavia, scrive ancora Socci: «Così il piccolo Churchill del Tavoliere sarà ancora acclamato dal “Corriere della sera” come salvatore della patria, mentre traduce in decreto – ma tardi e male – le proposte del centrodestra. Per il momento da 3 miliardi – su spinta della Lega – l’esecutivo è arrivato a “teorizzarne” 25, ma siamo ancora lontani dal metterli sul piatto.»

Questo per ribadire la ridda di contraddizioni che hanno contrassegnato questo inizio del 2020, dove alle iniziali rassicurazioni di “esperti” filo-governativi, sono seguite le imposizioni draconiane derivante da un principio di precauzione, che altri “operatori sul campo” hanno contraddetto. Alle minacce catastrofiche e granguignolésche (vere trame da Grand-Guignol parigino del primo Novecento. Tanto spaventose quanto truculente) che hanno condotto ad una “reclusione” domiciliare un popolazione spaventata a morte

Abbiamo così assistito a morti per Covid-19 che in realtà non sono stati accertati mediante esame autoptico, e a lugubri sfilate di autocarri dell’Esercito che trasportavano bare in altri luoghi per la cremazione. E se questo non è Grand-Guignol, che cos’è mai? A questo e ad altre rappresentazioni macabre si è contrapposta la liberazione (alla chetichella) di personaggi mafiosi che sino a poche settimane fa erano additati come nemici pubblici numero 1,2,3 etc. Mentre l’immigrazione clandestina prosegue nel silenzio quasi totale della stampa di regime, che per sovramercato dà l’impressione che gli immigrati clandestini siano immuni al Covid-19.

Da ultimo, ma non per importanza, corrono ora voci che vogliono l’attività del Presidente della repubblica muoversi per sostituire il Premier Giuseppe Conte con un altro “nominato”. Probabilmente il manager Vittorio Colao, il tal modo continuando una lunga lista di grand commis talmente “al di sopra” di tutto e di tutti da ignorare il voto democratico del cosiddetto (in realtà solo tale) popolo sovrano

Eppure anche Sergio Mattarella dovrebbe sapere che quando esiste contraddizione tra la legalità costituzionale di uno Stato e la volontà democratica, prevale la seconda, e che in una società democratica, a differenza di una dittatura, non è la Legge a determinare la volontà dei cittadini ma è quest’ultima a creare e modificare quando necessario, la legalità vigente.

Rubriche PensieroLibero