NUMERI DI UN’ITALIA ALLO SBANDO: MA QUALE PATRIMONIALE, TAGLIATE LA SPESA!

di ANTONIO GABBATORE Provo a spiegare nei limiti del possibile perché l’ipotesi di patrimoniale, pur con tutti i tentativi di addolcirne il nome (prestito di solidarietà, contributo volontario(!), prestito forzoso ecc…), è sbagliata, sia intrinsecamente che negli effetti reali. Partiamo dalla seconda parte, cioè l’effetto che eventualmente provocherebbe. In questo momento (ma in realtà sempre) ogni paese ha bisogno di attrarre capitali privati, investimenti, risorse. Lo sanno bene i paesi che utilizzano proprio la leva fiscale (ma non solo) per attrarre aziende, con i loro capitali ed i loro investimenti. Erroneamente vengono considerati paradisi fiscali mentre in realtà creano correttamente i presupposti, fiscali e normativi, per aiutare le imprese ad essere competitive in un mercato globalizzato ed estremamente selettivo. D’altronde quale consumatore non segue lo stesso principio ogni volta che acquista un prodotto? Non cerca infatti il punto vendita più economico, meglio rifornito? Veniamo al primo effetto di una patrimoniale: una maggiore pressione fiscale, a fronte di un introito per l’erario minimo e comunque marginale,…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
Rubriche FuoriDalMondo