Oggi, più che mai, mi sento indipendentista

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di LEONARDO FACCO Oggi, più che mai dobbiamo essere indipendentisti! E venetisti soprattutto. L’Italia  – come vado dicendo da oltre dieci anni – si regge su uno Stato di merda, ladro, parassita, canaglia e irriformabile. E mi scuso per la moderazione. A proporre “cambiamenti”, si alternano personaggi che hanno a cuore non la libertà, ma i fattacci loro e quelli dei loro clienti e delle lobby amiche, tra le quali c’è la feccia libberale e libberista italiana, i cui simboli sono un pittoresco guascone che ha cantato allo Zecchino d’oro, ha due lauree e un master a Chicago, un professore uscito dai centri sociali che fa alleanze con Tabacci e un pensatoio che ha come riferimento ideologico Debenedetti. Dopo vent’anni di ridicolo Berlusconismo, un insulto a qualsivoglia idea di liberalismo (con l’appoggio di una Lega complice, e correa, delle nefandezze messe in atto a tutt’oggi), ora è il turno di Renzi, giovane prodigio dell’establishment, sugli scudi per essere un fenomeno della chiacchiera, del distintivo e del…

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