Paesi baschi, la fine dell’eta non significa la fine dell’indipendentismo

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di MARIETTO CERNEAZ L'8 aprile scorso è stato il giorno del disarmo totale dell'Eta. Il gruppo militante basco ha dato seguito alle promesse fatte nella lettera pubblicata dalla Bbc e ha consegnato oggi una lista contenente dodici depositi nascosti di armi, raccolte negli anni (tre tonnellate di esplosivo, oltre a fucili mitragliatori e circa 130 pistole). L'elenco è stato recapitato alla polizia francese durante una cerimonia tenutasi nel municipio di Bayonne, nel sud-ovest della Francia, da alcuni "Artigiani della pace": il gruppo di mediatori del disarmo scelti dall'organizzazione stessa. Si è trattato di "un passo storico per consolidare la pace e la convivenza nel Paese Basco". La fine dell'ETA (organizzazione socialista rivoluzionaria per la liberazione nazionale)? Probabilmente sì. Il ministro dell'Interno francese, Matthias Fekl, in un comunicato, ha definito la decisione dell'Eta "un grande passo per neutralizzare un arsenale di armi ed esplosivi", in una giornat
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