PARADISE PAPER, GLI STATI TOTALITARI AMANO GLI INFERNI FISCALI

di ENRICO ANDRIAN “Paradiso fiscale”, o meglio, “rifugio fiscale” (visto che il termine originale inglese è “tax haven”, non “tax heaven”, ma come è noto gli italiani e le lingue straniere non vanno d’accordo) è uno Stato che garantisce un prelievo fiscale basso in termini di imposta sul reddito, addirittura nullo sui depositi bancari. In questi paesi si riscontra un regime di imposizione fiscale molto basso o assente, che rende conveniente stabilire in questi Paesi la sede di un’impresa, oppure regole particolarmente rigide sul segreto bancario, che consentono di compiere transazioni coperte, non controllabili dalle autorità di paesi stranieri. E questo infastidisce da morire chi vive di soldi altrui, da cui l’odio viscerale di una casta di giornalisti progressisti e la loro “inchiesta” sui “Paradise Paper”. Secondo le agenzie internazionali, queste sarebbero le caratteristiche “negative” di un “paradiso fiscale”: -pressione fiscale bassa o prossima allo zero; -regime di tassazione differente tra i redditi generati all’interno o all’esterno; -assenza di trasparenza e scambio d’informazioni con altri…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Rubriche ControPotere