PICCOLO E’ BELLO, IN EUROPA MA ANCHE IN ITALIA

di FRANCO CAGLIANI

VENETOpiccoloCi siamo, quasi in dirittura d’arrivo. Mancano poco più di due mesi al referendum sull’indipendenza della Scozia, in programma il 18 settembre, e i due comitati pro e contro secessione affilano le armi per conquistare il voto cruciale degli indecisi. Taluni sondaggi dicono che i no sono ancora in testa. Talaltri, ritengono probabile un testa a testa. Il primo ministro scozzese, l’indipendentista Alex Salmond, ha affermato che il ‘sì’ alla fine vincerà grazie alla credibilità della sua campagna. Mentre il fronte del ‘no’ contrattacca, affermando che i nazionalisti non hanno più tempo per convincere gli scozzesi.

Come ha scritto Enzo Trentin, il malumore dei cittadini all’interno degli Stati nazionali dell’Europa aumenta. Sta aumentando anche nei confronti delle lobby e delle banche. L’avvio di percorsi separati di unità più piccole, meglio gestibili e culturalmente omogenee promettono una minore esposizione ai fattori e possibilità maggiori di superamento delle crisi. In futuro unità statuali più piccole, nelle quali i cittadini possono fare ciò che ritengono più giusto, potranno sempre trovare elementi di unitarietà in una diversa Unione Europea del popoli. Una UE più attenta alla costituzione dei diritti umani e civici, delle libertà politiche e personali, dei diritti e doveri sociali – ivi compresa una “diversa” Difesa -, della responsabilità e dell’autogestione. Ma per tutto questo è necessaria una corretta informazione, non una discutibile propaganda”.

Dalle elezioni europee è emerso che il maxi-leviatano che ha sede a Bruxelles (ma non solo, i parassiti hanno ben tre sedi) è un orpello superato. In Belgio, alle elezioni nazionali, i Fiamminghi hanno nuovamente alzato la testa e continuano a chiedere l’indipendenza dalla Vallonia. Piccolo è meglio… questo il futuro. Anche e soprattutto nella penisola italica. 

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