L’interventismo politico, il preludio del declino della civiltà

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di ALESSANDRO VITALE Quando le persone sono state condizionate per generazioni a credere che la scelta politica (ossia di chi comanda) su tutto ciò che le riguarda sia l’unica possibile e che tutto sia “bene pubblico”, scelto collettivamente e a contribuzione obbligatoria (tassazione: generalmente scaricata solo su alcuni), è impresa vana ricordare che ci sono state epoche in cui le scelte individuali indipendenti nel loro intersecarsi e nel dar vita a organizzazioni spontanee e volontarie, dominavano e garantivano le convivenze. Affiorano subito, infatti, lo scetticismo e l’incredulità. Ancor più vox clamantis in deserto è quella di chi cerca timidamente di far notare che – dato che gli uomini sono dotati di sensazioni, capacità di pensiero e di azione solo in quanto individui – è necessario, per la sopravvivenza e la prosperità di ciascuno, che essi siano liberi di imparare, scegliere, coltivare le proprie capacità e di agire in base ai propri valori e alle proprie conoscenze, senza dover obbedire a una comune gerarchia di fini…

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