di LEONARDO FACCO
Quando i libertari vogliono rompere la monotonia del dibattito politico-economico, scrivono e discutono di "elefanti al guinzaglio", di "allevare le balene" e di "privatizzare le strade". Eppure, c'è molto di più da fare, di fronte alla "tragedia dei beni comuni": è necessario recintare gli oceani!
“Water Capitalism: The Case for Privatizing Oceans, Rivers, Lakes, and Aquifers” è un libro del 2015 scritto a quattro mani da Walter E. Block (economista libertario e allievo di Rothbard) e Peter L. Nelson. Il libro parte da un dato semplice ma potente:
La Terra è coperta per il 75% da acqua e solo per il 25% da terra.
Eppure la terra genera il 99% del PIL mondiale, mentre l’acqua meno dell’1%.
Perché? Perché la terra è in buona parte privatamente posseduta, mentre oceani, mari, fiumi, laghi e falde acquifere sono per lo più non posseduti da nessuno (res nullius), oppure sono di proprietà statale. Risultato? La conferma che i beni comun