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Putin ha trasformato i fasciocomunisti in atlantisti pro Apartheid

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di EUGENIO CAPOZZI

La storia a volte è davvero bizzarra nelle sue contorsioni. Durante la guerra fredda quasi mezza Italia stava dalla parte del nostro nemico, l’impero comunista con sede a Mosca, e si batteva contro i nostri alleati – gli Stati Uniti e la Nato – accusandoli di imperialismo. Questi oppositori avevano pieno diritto di parola, e anzi gran parte del mondo culturale esprimeva le loro stesse idee.

Al contrario dichiararsi filo-americani, atlantisti, anticomunisti significava esporsi ad ogni aggressione, essere accusati di golpismo, rischiare l’emarginazione politica, accademica, intellettuale. Come impararono a loro spese Ignazio Silone, Nicola Chiaromonte, Randolfo Pacciardi, Edgardo Sogno, Giuseppe Maranini e altri temerari.

Anche dopo la fine della guerra fredda e fino a pochi anni fa quasi tutta la sinistra italiana, e una parte della destra, addebitavano tutti i mali del mondo all’imperialismo statunitense e occidentale. Ogni guerra condotta o sostenuta dagli americani era condannata a priori da enormi adunate pacifiste a senso unico, da parte di partiti e movimenti che invece giustificavano ogni violenza purché fosse perpetrata da nemico dell’Occidente, “oppressi” per definizione, senza far troppo caso all’intangibilità dei confini di uno Stato sovrano se erano gli Usa a difenderli (vedi il Kuwait invaso da Saddam Hussein).

Ogni guerra in nome della democrazia contro regimi autoritari era disprezzata come “esportazione” della democrazia-McDonald degli yankee.

Ora, da quando c’è di mezzo la Russia di Putin, si assiste ad un rovesciamento di posizioni stupefacente, che sarebbe persino divertente se gli eventi in corso non fossero tragici e pericolosissimi per tutti noi.

L’opinione pubblica e i partiti progressisti sono diventati dei pasdaran sfegatati dell’atlantismo e dei “valori occidentali” (quali siano per loro meglio non saperlo), demonizzano Mosca senza se e senza ma, parlano della Russia con la schiuma alla bocca con toni catoniani da “Delenda Carthago”, si sono improvvisamente dimenticati del famoso articolo 11 della Costituzione secondo cui l’Italia ripudia la guerra, mentre manifestano per la pace incitano alle armi per difendere l’Ucraina come fosse il baluardo delle libertà, applaudono a sanzioni che avevano sempre aspramente condannato quando erano dirette contro la Cuba castrista o il Venezuela.

I loro toni spiritati li confondono ormai con quelli di certi liberali e persino conservatori per cui contro Putin va bene tutto, persino Biden, la Harris, i BLM, le leggi speciali di Trudeau, gli stati d’emergenza e l’apartheid di Draghi e Speranza. Il tutto senza un’oncia di riflessione critica su come in trent’anni si sia potuto trasformare la Russia, uscita dal comunismo come partner dell’Occidente, in Satana in persona.

E gettando benzina sul fuoco senza il minimo scrupolo.

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