di LEONARDO FACCO
Il potere economico e informativo usa l'arte come strumento di preparazione culturale ai loro progetti. È una componente di quel progetto ideologico che si chiama "egemonia culturale". La tragica farsa pandemica, iniziata nel 2020, lo ha definitivamente dimostrato: prima di ritrovarci dentro la distopia delle restrizioni emergenziali, le masse sono state abituate a virus ed emergenze tramite una panoplia di colossal catastrofisti sfornati dal sinistro grembo di Hollywood.
Se da un livello mondiale analizziamo la questione in maniera più circoscritta, si provi a pensare cosa ha rappresentato il cantautorato in Italia. L'altro giorno, ascoltando la radio mentre viaggiavo in auto, m'è capitato di ascoltare un brano di Pierangelo Bertoli, musicista nato a Sassuolo e deceduto nel 2002. La canzone era intitolata "A muso duro", un vero e proprio inno al proletariato in senso marxista.
Le canzoni di Bertoli, crude e veraci certamente, affondano le radici nella realtà