ROMA, UN’INDIPENDENTISTA VENETO COME ASSESSORE DELLA RAGGI

colombandi REDAZIONE*

“Sono da sempre un indipendentista veneto, sogno uno Stato Federale tipo Svizzera”. Così alla trasmissione La Zanzara su Radio 24 l’assessore alle partecipate del Comune di Roma Massimo Colomban che sull’Euro farebbe “un referendum per decidere se uscire o no”. Colomban ha anche detto di “non sapere quante sono le metro a Roma” e “di non conoscere il bus 64”, linea che collega la stazione Termini a San Pietro nota per i borseggi. E se la squadra del cuore è il Milan, da oggi è nella squadra di Virginia Raggi.

Dal Campidoglio spiegano che “Massimo Colomban è il fondatore del gruppo Permasteelisa.com, di cui è stato presidente dal 1973 al 2002. E’ stato presidente di Sviluppo Italia Veneto – Invitalia.it, di Vega Park Venezia (il più grande parco scientifico e tecnologico italiano con 200 imprese), professore al Politecnico Leonardo di Milano, nel board di Harvard, GDS, MA e nel board di GehryTechnologies.com, LA (Usa) – spiegano dal Campidoglio -. Ha acquistato, restaurato e rilanciato CastelBrando.it ed una serie di altre società nazionali ed internazionali. Attualmente fa l’Angel Investor per i giovani talenti, Start Up ed in imprese innovative”.

E’ Marco Palumbo, consigliere comunale del Partito Democratico, a raccontare altri aspetti di Colomban, definendolo “imprenditore, con la sua azienda impegnata in importanti realizzazioni nelle Olimpiadi di Calgary e Barcellona. Poi sostenitore accanito di Matteo Renzi e del Pd, infine candidato per Alleanza di centro di Francesco Pionati a sostegno di Luca Zaia e della Lega, quella scatenata contro Roma Ladrona”. E a Colomban arrivano anche gli auguri di buon lavoro proprio da Zaia, governatore del Veneto: “E’ anche un mio amico. Spero che il suo lavoro porti ottimi frutti, anche perché ogni euro risparmiato sugli sprechi di Roma si può tradurre in qualche euro di tasse in meno pagate dai veneti. Colomban cambia radicalmente vita – rileva Zaia -; passa da imprenditore che giudica chi amministra ad amministratore che sarà giudicato dagli altri, come dire che passa dalla tribuna da dove è spesso facile criticare chi gioca in campo, al campo in prima persona. Una scelta che hanno fatto molti altri imprenditori rendendosi conto, spero, che quasi sempre una cosa è dare la ricetta agli altri e un’altra curare davvero”. “E’ un pò quello che è successo ai grillini – aggiunge – fino a che erano solo dalla parte dei giudicanti hanno fatto la morale a tutti, adesso che governano la capitale, la morale se la sentono fare dagli altri. Governare è difficile per tutti e non lo si fa certo con dichiarazioni e banalità, ma con un duro lavoro quotidiano”.

E anche nelle chat interne ai Cinque Stelle spuntano critiche al neo assessore finito già da tempo sotto la lente di alcuni attivisti lombardi che criticavano l’adesione dei vertici pentastellati all’associazione Confapri in cui figura anche Colomban. Nel Think Tank figuravano già agli esordi alcuni esponenti del Movimento come Vito Crimi, Eleonora Bechis, David Borrelli. Già nel 2013 si osservava come Colomban fosse un “genio dell’imprenditoria avendo fondato 40 anni fa Permasteelisa, oggi multinazionale da un miliardo di euro di fatturato quotata in Borsa” ma si faceva anche notare come nel 2010 si era “buttato in politica, ed era capolista alle regionali in Veneto per l’Alleanza di Centro (il partito dell’ex giornalista Tg1 Pionati) nella coalizione di centrodestra in appoggio al leghista Zaia”. E si osserva in una chat interna al Movimento, “la cosa più inquietante nella sua biografia è la carica di ‘comandante onorario della base militare (atomica) Usa di Aviano (Pordenone)’. Un militarista, insomma” scrive un attivista.

TRATTO DA REPUBBLICA.IT

CONDIVISIONI
Rubriche SceltiPerVoi