SBAGLIA CHI RIDUCE L’INDIPENDENTISMO VENETO A GOLIARDIA DI POCHI GRUPPETTI

di ALESSANDRO MORANDINI Le discussioni pubbliche sulle opportunità, sulle strategie, sugli ostacoli e gli errori relativi alla lotta per l’indipendenza del Veneto implicano una premessa. Chiunque si impegni in una battaglia politica immagina che gli obiettivi della medesima trovino apprezzamento in una parte consistente della popolazione. Se uno scopo che ha rilievo sociale è condiviso solamente da un ristretto gruppo di persone, gli impegnati nel raggiungimento di questo obiettivo di regolamentazione della società non saranno leader politici, ma capi di gruppi marginali e tendenzialmente autoritari. Essi dovranno realizzare gli scopi che si sono prefissati conquistando ed esercitando il potere senza il coinvolgimento della popolazione. Se intendiamo la lotta politica come la lotta per il potere sulla società, allora anche l’eversione e la rivoluzione violenta sono lotte politiche. Ma oggi, nelle nostre società democratiche, la lotta politica è perlopiù intesa come il conflitto tra partiti e, più in generale, tra forze che vantano ampi consensi e capacità di mobilitazione. Ora, la premessa dalla quale muovono tutti…

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