Scuola & commercialisti, il lobotomificio fiscale che piace al “sole 24 ore”

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di MATTEO CORSINI Se gli pseudo scioperi del venerdì in stile Greta Thunberg, con tanto di benedizione ministeriale, sono una novità, non la stessa cosa si può dire delle iniziative volte a indottrinare gli alunni delle scuole primarie in materia di tasse. Ne dà notizia, per esempio, il Sole 24 Ore, in un articoletto che inizia con un dialogo tra madre e figlio: “Mamma, ma chi paga per gli ospedali, le scuole, le strade e i pompieri? Lo Stato, con i soldi che gli diamo noi cittadini con le tasse. Se non ci fossero, non avremmo l’acqua né la luce, non ci sarebbero le strade né i giardini pubblici”. Mediante un cartone animato, i commercialisti di Milano si prestano a fornire agli studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria una versione tanto politicamente corretta quanto irrealistica della relazione tra tassazione e servizi pubblici. Secondo il Sole 24 Ore: “L’obiettivo è ambizioso: diffondere tra i bambini un approccio culturale nuovo al
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2 COMMENTS

  1. Lo ripeto.
    Ragionieri, tributaristi, commercialisti sono la longa manu in guanti di velluto dello statoladro.
    Complici della spoliazione fiscale rateale dei sudditi.
    Un mondo con tasse volontarie e senza commercialisti sarebbe un mondo molto migliore e felice.

  2. Veramente allucinante la capacità di manipolazione strumentale dei media che degli eventi ovviamente si foraggiano dopo averli foraggiati… Agli studenti che incrociavo di ritorno dalla grande festa sulla terra che si modifica colpa nostra, chiedevo se sapevano che sulle dolomiti si trovano incastrati nelle rocce resti fossili dei profondi oceani dove forse miliardi di anni fa vivevano e si moltiplicavano….e saremmo noi a fermare l’evolversi nel tempo?…non esiste da sempre il principio che nulla si crea e nulla si distrugge? e tutto si trasforma, come le piante e le rocce che abbiamo intorno, compresi gli umani di oggi destinati a diventare polvere senza sconvolgere le leggi dell’universo, ma colpevoli invece quando non studiano a fondo i processi di trasformazione ed hanno magari la presunzione comunque di risolvere tutti i problemi del vivere di oggi senza chiedersi se e come hanno contribuito a crearli, al fine eventualmente di cambiare rotta.

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