SIMON BOLIVAR, IL CAUDILLO CHE FU ALLIEVO DI ROUSSEAU

di  JOSÉ PIÑERA Nelle scuole di tutto il continente americano, gli studenti sono inebriati dalle prodezze belliche e dalla vita avventurosa del più abbagliante liberatore dell’America Latina, Simón Bolívar. La sua notevole intuizione è dimostrata in questa affermazione: “Se c’è una repubblica americana destinata a durare, sono incline a pensare che sarà il Cile” (Lettera dalla Giamaica, 1815). Bolívar era una sorta di Napoleone Bonaparte latinoamericano, immensamente più audace e di maggior successo sul campo di battaglia del cauto George Washington. Chiunque legga il suo sorprendente testo “Mi delirio sobre el Chimborazo” può anche pensare che Bolívar è il vero padre del “realismo magico” della letteratura, precursore, un secolo e mezzo prima, di Gabriel García Márquez. Vittorioso generale, scrittore fantasioso e grande goditore della vita, Bolívar era un uomo eccezionale. Tuttavia, Bolívar fallì come fondatore delle nuove repubbliche. Nel 1826, negli stessi giorni in cui John Adams e Thomas Jefferson morirono lasciando solide basi costituzionali e filosofiche agli Stati Uniti, Bolívar – dopo aver completato…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
Print Friendly, PDF & Email
Rubriche ControPotere