Sostituto d’imposta: un uomo solo contro lo stato

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di LEONARDO FACCO Discutendo con Bruno Tinti di tasse durante il programma Robinson, il magistrato ha definito scandaloso ed ingiusto che a qualcuno vengano tolte le tasse alla fonte e ad altri venga permesso di auto-dichiarare i propri redditi. Anche l’opinione pubblica, giustamente, si indigna. Dopodiché, nessuno fa nulla per cambiare questo stato di cose. Tinti, però, non trova scandaloso che a lavorare gratis – non per qualche euro, ma gratis – sia un imprenditore per conto dello Stato, perché obbligato dalla demenziale legge del “sostituto d’imposta”, che obbliga il datore di lavoro a fare da gabelliere per conto dell’erario. Il “sostituto d’imposta”, rispetto al quale tutti i partiti han promesso l’abolizione, viene biasimato ma mai scalfito. Non siamo filologi, ma vorremmo citarvi letteralmente le definizioni di schiavo che dà il vocabolario della lingua franca italiana: chi e’ lo schiavo? Uno: “Di persona che, avendo perduto la libertà
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