SOVRANITÀ, STATUALITÀ E MONOPOLIO DELLA FORZA ASSENTI NEL MEDIOEVO

di GUGLIELMO PIOMBINI La radicale contestazione dello Stato portata avanti dagli esponenti del pensiero libertario contemporaneo non si basa solo su analisi astratte, ma si impegna ad individuare momenti e luoghi storici in cui le società sono vissute e hanno prosperato prima dello Stato o fuori dalla sua sfera d’azione. Se escludiamo le società primitive o alcune eccezionali esperienze come le comunità di frontiera del Far West […], l’Europa medievale rappresenta a buon diritto l’esempio più esteso e prolungato di convivenza umana non regolata da princìpi e istituzioni statuali.  “Anarchia medievale” significò assenza di Stato e di potere pubblico centralizzato, ma non di ordine giuridico, di società organizzata, di comunità: da questo punto di vista non vi fu niente di meno anarchico della società feudale, la quale fu, al contrario, fortemente gerarchizzata. Il Medioevo, spiega lo storico del diritto Paolo Grossi, non conobbe lo Stato, inteso come potere politico compiuto, “organismo totalitario, naturalmente teso a controllare, regolare, assorbire ogni rapporto intersoggettivo che si verifichi entro…

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