di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI Se ho la casa invasa dall’acqua, prima di pormi tanti problemi chiudo anzitutto il rubinetto. Se ho la casa invasa dai terroristi islamici, prima blocco gli ingressi e poi ragiono. Che cosa succede invece in Italia? Prima si discute accanitamente se chiamarli semplicemente islamici oppure terroristi islamici oppure islamici fanatici, oppure assassini e così via. E qui molti comunicatori vanno a chiedere prima di tutto che cosa ne pensa il partito cui appartengono o per il quale tifano. Non essendosi ancora messi d’accordo cominciano a dissertare sul concetto di guerra valutando (e non decidendo) se e come chiamare questi semplici “ammazzamenti”. E nessuno che dica che cosa fare materialmente, salvo parlare insistendo su indicazioni generiche tipo “vogliamoci bene”, guardandosi bene dallo specificare che cosa si deve attuare per volersi bene, evitando sempre proposte reali che implichino una responsabilità del proponente in caso di insuccesso. Qualcuno, più avanzato, pensa subito di refilare ad altri la soluzione del problema garantendogli tutto l’appoggio verbale possibile. E in questi atteggiamenti è contenuta tutta la filosofia terronica:…















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