di ENZO TRENTIN Dalla drammatica ondata degli spostamenti di grandi masse verso l’Europa sottoposta a una costante pressione sulle sue frontiere più aperte come quelle italiane, si capisce agevolmente come sia divenuto assolutamente centrale la questione dei poteri locali e della cittadinanza: di chi possa dirsi tale e di chi debba e possa in definitiva decidere i problemi quotidiani che più investono la vita del cittadino. Devono essere dei nostri rappresentanti lontani, concentrati in «Roma ladrona», cui è stata conferita una delega sostanzialmente in bianco, o non dovranno essere piuttosto dei politici cittadini come noi, che operino localmente, sotto il nostro controllo quotidiano? E anche laddove territori come il Veneto o la Lombardia (o altri che vi aspirano) arrivassero all’indipendenza, come risolveranno il problema testé esposto? Affidandoci ancora alla cosiddetta “rappresentanza”? Perciò anche il problema della città e della cittadinanza, già aperto sul piano storiografico, ha ripreso consistenza e attualità, mentre si profila come soluzione possibile quella del potere locale: come dare un nuovo ruolo…















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