di STEFANO MAGNI
Non si è votato solo in Sicilia. Si è appena votato anche in Ucraina. Ed è bene tenere almeno un minimo della nostra attenzione su quel che sta avvenendo nel grande Paese dell’Est europeo da cui dipendono gran parte delle nostre forniture di gas.
Ebbene, dalle elezioni ucraine emerge un quadro molto più fosco del previsto: il Paese, indipendente dall’Urss dal 1991, ne esce spaccato in due, meno democratico e meno occidentale.
Un Paese spaccato in due: come sempre, le regioni occidentali, di cultura e tradizione asburgiche (erano sotto Vienna sino al 1918), hanno votato ancora, a maggioranza, per il partito Opposizione Unita per la Madrepatria di Yulia Tymoshenko. Quindi: per un maggior controllo democratico sul governo, un’integrazione progressiva nell’Ue e nella Nato, una riforma economica liberale. Questo è quel che chiede la popolazione dell’Ovest ex austro-ungarico. Finita la dominazione sovietica, vogliono dare un taglio al passato recente,
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