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Veneto indipendente, ecco perchè io scelgo zaia

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Oggi sono stato al Vinitaly, tranquili, niente selfie con Zaia, ma comunque un’esperienza interessante e conferme dal punto di vista politico, ho avuto modo di conoscere la realtà di un mercato in espansione, dinamico, frizzante, nessun segno di crisi, operatori indaffarati e soddisfatti dell’andamento e dell’incremento delle vendite sopratutto per chi ha deciso di rapportarsi con il mercato globale.

Inevitabilmente tra una degustazione e un’altra il discorso cade sulla politica e sulle imminenti votazioni regionali… primi approcci, tasto il terreno, sento l’umore e poi zac piazzo la mia proposta politica: ma non le piacerebbe vivere in uno stato indipendente? Tutti, ma proprio TUTTI mi dicono la medesima cosa: MAGARI! Ma al magari subentra altrettanto unanimamente “ ma tanto non i ne lasarà mai!” E su questa categorica affermazione ogni possibile approccio si infrange inesorabilmente in una chiusura che non lascia spazio alla prosecuzione di un dialogo che inequivocabilmente diventa a senso unico. Imprenditori, gente tosta, pragmatica, gente che ha trasformato un sogno in una realtà aziendale, ma prorpio per questo poco incline a rincorrere illusioni, chimere.

E’ stato bravo lo stato italiano, in questo forse il migliore, ci ha dato una democrazia che tale non è ma che in realtà permette al “sistema centrale” di perpetuarsi nel tempo, immodificabile, i suoi “schiavi” producono, si sviluppano, creano benessere per se stessi e per il tessuto sociale in cui vivono, ma al tempo stesso mantengono uno stuolo di parassiti mafiosi che lentamente si avvinghiano si avviluppano fino a soffocarti, ma lo fanno con la tecnica della rana bollita e quindi senza clamore o in modo traumatico… il trauma arriva quando non servi più, quando come imprenditore fallisci o hai problemi economici e allora ti accorgi di quanto lo stato ti deruba, ma allora è troppo tardi, allora sei buono solo per un bel suicidio a tanti saluti, tanto per un artigiano che s’impicca un altro apre la Partita Iva e si ricomincia, apparentemente all’infinito, anche se sappiamo che in questo modo il debito pubblico arriverà prima o poi a un punto di non ritorno e allora sarà uno stato che va a ramengo i cui effetti oggi si possono solo intravvedere, ma che saranno drammaticamente evidenti quando non sarà più possibile porvi rimedio.

Paradossalmente proprio questa lenta agonia, impedirà a chiunque tenterà di sovvertire l’ordine costituito, di farlo in modo traumatico o “magicamente” come qualcuno propone proponendo referendum da fare PRIMA di ottenere il consenso popolare, la rana appunto bolle lentamente senza rendersene conto, allo stesso modo chi propone un cambio radicale e veloce non avrà l’attenzione ne i favori della gente, illusa com’è che il suo status non sia modificabile e tutto sommato si sta ancora bene, perchè rischiare un cambiamento radicale? Un salto nel buio i cui rischi non sono valutabili, mentre il quotidiano, tutto sommato ci da delle certezze, effimere magari , ma certezze… Certo ci sono frange di popolo che per diversi motivi stanno toccando la drammatica realtà, persone che sarebbero pronte al salto, anzi che lo auspicano dal momento che stanno toccando con mano la realtà… ma quanti sono? il 3%? il 5? il 10? Io credo che certi passaggi saranno possibili SOLO attraverso il consenso e l’unico modo per arrivarci è pragmaticamente la conquista del territorio con metodi pacifici, legali, democratici e su questo credo che chi affronta una competizione elettorale ne sia perfettamente convinto, quello che invece non condivido è l’illusione di alcuni che pensano di poter passare dallo 0% al 51% saltando a piè pari tutti quei meccanismi complessi, raffinati se vogliamo anche perversi che la scelta politica impone.

Raccolta di firme autenticate, soglie di sbarramento del 3% sono solo due scogli da superare, ma anche se si dovesse farlo, poi bisognerà avere i voti sufficienti per prenderla sta maledetta carega e sarà una carega di minoranza, INUTILE dal punto di vista della proposta politica. Oggi a Verona si parlava SOLO di Zaia e di Moretti… lo stesso Tosi che non possiamo certo dire essere sconosciuto, sta scomparendo di fronte alla evidente, lampante realtà: un comprimario… ne passerà UNO solo appunto o Zaia o Moretti, tutto il resto scomparirà vittima di quel dualismo imposto da un sistema bipolare a cui nulla e nessuno può far fronte. Ecco allora come la proposta indipendentista può trovare riscontro SOLO attraverso uno dei due contendenti e come evidente è il dualismo altrettanto lo è il fatto che l’unico che ha fatto aperture in questo senso è l’attuale governatore Luca Zaia l’alternativa sarà la Moretti e null’altro… Illusi e illusioni non sono ammessi in questo gioco, le delusioni sono dietro l’angolo e questo a dispetto di ragioni più o meno valide, di motivazioni patriottiche legittime quanto emotive.

Il popolo Veneto è sempre stato un popolo concreto proprio come gl’imprenditori di oggi, in fondo anche loro vogliono ciò che vogliamo NOI, ma incominceranno a crederci solo dopo che avremo dimostrato che riusciamo a prenderci quelle famose e disprezzate “careghe” che saranno solo l’inizio di un percorso che deve ancora incominciare ecco perchè io SCELGO ZAIA, il resto sarà solo Moretti o il NULLA! Buona scelta a tutti NOI.

Ruggero Zigliotto

Noi Veneto Indipendente

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3 COMMENTS

  1. Finchè un movimento indipendentista andrà a braccetto con la lega… non vedrà oltre il suo naso… o la so carega! E il Veneto perderà sempre più forza e credibilità.

    • Dobbiamo riucire a fare in modo che sia la Lega che vada a braccetto con NOI… e l’unico modo che io conosca per farlo sono i voti del popolo… lei oltre agli slogan cosa propone?

      • Auguri. E che il risveglio non sia troppo doloroso. 20 anni hanno governato, 20 anni e fatto ZERO per il Veneto. 20 anni di schifezze. 20 anni per fare leggi a favore del nano. 20 anni di ruberie. Svegliaaaa

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