di REDAZIONE “La Stampa” di Torino titola – con qualche mese di ritardo – che in Venezuela non ci sono medicine e alimenti. I vescovi si dannano l’anima per cercare dialoghi improponibili, nel mentre gli oppositori del presidente Nicolás Maduro si sono riuniti nelle principali strade di tutte le città del paese in una mega-marcia denominata “Siamo milioni” con cui han dato corpo alla “più grande dimostrazione di forza” mai visti in questi quasi due mesi di proteste. Inoltre, i giovani universitari della “Resistencia” lottano quartiere per quartiere, con armi improvvisate e barricate, contro i militari della Guardia nazionale bolivariana. Siamo al giorno 50 della rivolta. Niente pause l’avevano promesso, le strade rimangono il terreno di scontro col criminale regime venezuelano. “Siamo milioni per strada”, ha detto su Twitter il primo vice presidente del Parlamento, Freddy Guevara impegnato nello stato di Tachira per sostenere i coraggiosi cittadini. Si battono contro il “Plan Zamora”, implementato un mese fa dall’Esecutivo filocastrista per “mantenere l’ordine interno” e malmenare ed uccidere chi si oppone. I dettagli sono sconosciuti, ma sono…















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