di GILBERTO ONETO
É sbagliato accusare Bossi di incoerenza, di non linearità nel suo percorso politico. Chi lo fa non conosce il personaggio che ha avuto sempre un solo obiettivo, la promozione di sé stesso, e a questo è stato graniticamente fedele. Sbaglia chi stigmatizza come irresponsabile l’essere di volta in volta federalista o centralista, mangiapreti o paolotto, di destra o di sinistra, filo Haider o anti Haider, rivoluzionario o governativo, devoluzionista o secessionista: non si è mai trattato di obiettivi ma sempre soltanto di strumenti per raggiungere e rafforzare il proprio potere personale, la sua egocentrica religione.
A questo suo unico obiettivo si sono piegate le sue azioni e decisioni, ma anche la “selezione del personale” e il trattamento riservato ai collaboratori. É sempre stato terrorizzato che qualcuno gli volesse soffiare il posto o anche semplicemente fargli ombra, e per questo ha sistematicamente eliminato chi avesse qualche qualità, esprime
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