Renzi preme sul m5s, ma i dissidenti del pd svoltano verso l’anti-euro

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di FABRIZIO DAL COL Complimenti  a  Renzi, è riuscito la ‘dove osano le aquile’. Con le finte riforme, e l’ambizione di conseguire in poco tempo quel riconoscimento di Statista che un tempo fu di Alcide De Gasperi, senza nemmeno rendersi conto, è riuscito nella titanica impresa di inventarsi quegli sgorbi amministrativi e quei decreti legislativi necessari da un lato ad essere spacciati per riforme rivoluzionarie da tutto il governo, dall’altro ad ingigantire la quantità dei provvedimenti dati poi per realizzati. Sono già trascorsi 10 mesi e non c’è stato nessun provvedimento (salvo gli 80 euro che in realtà sono svaniti con la maggiorazione delle tasse) senza che Renzi riuscisse a dare un peso concreto alla sua azioni di governo. Da segretario di partito, più volte ha fatto capire che avrebbe cambiato l’Italia, ma ad oggi nessuno ancora riesce a vedere almeno un effetto concreto di ciò che ha promesso. Di più, non è stato nemmeno capace di concedere l
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