«Come sei fallito? Prima piano piano, poi di colpo» (da: Fiesta di Ernest Hemingway). E’ la situazione dei sistemi pensionistici pubblici di molti paesi avanzati, europei in particolare. Tre sono i motivi.
Iscriviti o accedi per continuare a leggere il resto dell'articolo.
Si parla di riqualificare le pensioni, già, ma come è possibile far finta di niente davanti alla immensa sperequazione pensionistica ! Riqualificare una pensioncina da 800 euro, non è la stessa cosa di riqualificare quella da 3000. Sappiamo come il debito pubblico sia nato nel 1980 e formatosi nei dieci anni succssivi. In quella epoca furono assunti per raccomanadazione milioni di persone. Ora vengono premiate per tutta la vita. Chi mantiene tutto sono i piccoli lavoratori, i giovan, chi possiede due immobili. Il bancomat di uno stato plurifallito. Che consuma e distrugge il lavoro delle generazioni precedenti, a favore dei raccomandati e dei furbi. Il seme della discordia sociale. Il trionfo delle ingiustizie.
Che il problema delle pensioni sia ben noto ai vari governanti italiani e che sia attestato dalle varie riforme è pacifico. Se non erro la riforma Dini è del 1992.
MI ricordo di aver letto studi risalenti agli inizi degli anni 90 sulla convenienza tra sistema retributivo e contributivo, ovviamente gli economisti di sinistra erano per il retributivo, il sistema attuale che ha generato il modello fallimentare delle pensioni. Ebbene gli economisti di sinistra e liberisti pur partendo dagli stessi dati arrivavano a conclusioni opposte. La convenienza tra un sistema e l’altro è dato da alcuni fattori, tasso di crescita della popolazione, dell’economia e tassi di interesse praticati sul mercato. Gli economisti di sinistra utilizzano percentuali di crescita che erano già irrealistiche agli inizi degli anni 90.
L’unica soluzione del problema delle pensioni è chiudere l’Inps. L’Inps vende tutti gli investimenti che ha e restituisce i soldi versati ai cittadini che si creano una pensione privata (oppure no) come avviene in Svizzera o negli Stati Uniti. Una tale soluzione ovviamente è osteggiata dai vari governi in quanto si tratterebbe di colpire i privilegi di alcune categorie, tutte con diritto di voto e forti di milioni di persone (non dimentichiamoci che il PD è stato votato da 8 milioni di persone e si vanta di avere il 40% dei voti…).
Queste categorie di privilegiati sono: le pensioni d’oro, che a parte alcuni casi di di dirigenti privati, non corrispondono a quanto versato. Le pensioni sociali, per cui non è stato versato nulla e spesso sono concesse ad extracomunitari già tornati al loro paese, le pensioni pubbliche, lo Stato non versava i contributi e alcune gestioni come quelle dei ferrovieri o dei postini sono in passivo di miliardi all’anno, le pensioni d’invalidità (quelle false), la cassa integrazione.
Dall’altro chi lavora oggi oppure è in pensione e ha versato i contributi il passaggio immediato al contributivo (con la chiusura dell’Inps) porterebbe solo il vantaggio della certezza di avere una pensione, di poter decidere autonomamente quando andare in pensione (alla faccia della Fornero) e con quanti soldi (più versi durante il periodo lavorativo e più tardi vai in pensione, più alta sarà la pensione).
Ovvio che chiudere l’Inps ed immettere i suoi immobili sul mercato, in questo periodo di crisi, non è una passeggiata. Tra l’altro si colpirebbero parecchi alti papaveri (politici ed amici vari) che spesso affittano immobili di pregio dell’Inps a canoni irrisori.
Non conosco a fondo la questione pensionistica.
Ma alcune cose mi sono chiare.
Non avrò la pensione pubblica, anche perché penso di aver versato a inps o altri istituti una volta esistenti pochi milioni di lire attorno al 1978-1980. Poi stop per partito preso.
Non avrò pensione privata, perché quando iniziai piani di accumulo mi accorsi che la grandissima parte degli interessi che venivano ricavati erano tosati come “spese di caricamento” dagli istituti.
Lavorerò fino a che potrò.
Farò buon uso degli immobili che possiedo per non ridurmi alla miseria da vecchio.
In Cile , pare, che il problema pensionistico sia in qualche modo stato affrontato con discreto successo.
In italia potrebbero, o dovrebbero copiarlo di sana pianta senza metterci idee autoctone.
Chi mette mani e idee in questo settore in italia fa solo confusione e danno.
Usiamo dei cookie in questo sito e per la sopravvivenza dobbiamo scendere al compromesso con la follia mostrandoti questo messaggio. Accetto
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Si parla di riqualificare le pensioni, già, ma come è possibile far finta di niente davanti alla immensa sperequazione pensionistica ! Riqualificare una pensioncina da 800 euro, non è la stessa cosa di riqualificare quella da 3000. Sappiamo come il debito pubblico sia nato nel 1980 e formatosi nei dieci anni succssivi. In quella epoca furono assunti per raccomanadazione milioni di persone. Ora vengono premiate per tutta la vita. Chi mantiene tutto sono i piccoli lavoratori, i giovan, chi possiede due immobili. Il bancomat di uno stato plurifallito. Che consuma e distrugge il lavoro delle generazioni precedenti, a favore dei raccomandati e dei furbi. Il seme della discordia sociale. Il trionfo delle ingiustizie.
Che il problema delle pensioni sia ben noto ai vari governanti italiani e che sia attestato dalle varie riforme è pacifico. Se non erro la riforma Dini è del 1992.
MI ricordo di aver letto studi risalenti agli inizi degli anni 90 sulla convenienza tra sistema retributivo e contributivo, ovviamente gli economisti di sinistra erano per il retributivo, il sistema attuale che ha generato il modello fallimentare delle pensioni. Ebbene gli economisti di sinistra e liberisti pur partendo dagli stessi dati arrivavano a conclusioni opposte. La convenienza tra un sistema e l’altro è dato da alcuni fattori, tasso di crescita della popolazione, dell’economia e tassi di interesse praticati sul mercato. Gli economisti di sinistra utilizzano percentuali di crescita che erano già irrealistiche agli inizi degli anni 90.
L’unica soluzione del problema delle pensioni è chiudere l’Inps. L’Inps vende tutti gli investimenti che ha e restituisce i soldi versati ai cittadini che si creano una pensione privata (oppure no) come avviene in Svizzera o negli Stati Uniti. Una tale soluzione ovviamente è osteggiata dai vari governi in quanto si tratterebbe di colpire i privilegi di alcune categorie, tutte con diritto di voto e forti di milioni di persone (non dimentichiamoci che il PD è stato votato da 8 milioni di persone e si vanta di avere il 40% dei voti…).
Queste categorie di privilegiati sono: le pensioni d’oro, che a parte alcuni casi di di dirigenti privati, non corrispondono a quanto versato. Le pensioni sociali, per cui non è stato versato nulla e spesso sono concesse ad extracomunitari già tornati al loro paese, le pensioni pubbliche, lo Stato non versava i contributi e alcune gestioni come quelle dei ferrovieri o dei postini sono in passivo di miliardi all’anno, le pensioni d’invalidità (quelle false), la cassa integrazione.
Dall’altro chi lavora oggi oppure è in pensione e ha versato i contributi il passaggio immediato al contributivo (con la chiusura dell’Inps) porterebbe solo il vantaggio della certezza di avere una pensione, di poter decidere autonomamente quando andare in pensione (alla faccia della Fornero) e con quanti soldi (più versi durante il periodo lavorativo e più tardi vai in pensione, più alta sarà la pensione).
Ovvio che chiudere l’Inps ed immettere i suoi immobili sul mercato, in questo periodo di crisi, non è una passeggiata. Tra l’altro si colpirebbero parecchi alti papaveri (politici ed amici vari) che spesso affittano immobili di pregio dell’Inps a canoni irrisori.
Non conosco a fondo la questione pensionistica.
Ma alcune cose mi sono chiare.
Non avrò la pensione pubblica, anche perché penso di aver versato a inps o altri istituti una volta esistenti pochi milioni di lire attorno al 1978-1980. Poi stop per partito preso.
Non avrò pensione privata, perché quando iniziai piani di accumulo mi accorsi che la grandissima parte degli interessi che venivano ricavati erano tosati come “spese di caricamento” dagli istituti.
Lavorerò fino a che potrò.
Farò buon uso degli immobili che possiedo per non ridurmi alla miseria da vecchio.
In Cile , pare, che il problema pensionistico sia in qualche modo stato affrontato con discreto successo.
In italia potrebbero, o dovrebbero copiarlo di sana pianta senza metterci idee autoctone.
Chi mette mani e idee in questo settore in italia fa solo confusione e danno.