Eseguire gli ordini non è un vincolo assoluto, anzi…

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di ALEX SWAN

Gli ordini non sono vincoli! Non c’è nessun “unto del Signore” e si ha sempre il diritto di resistere a qualsiasi forma di sovranità.

Le tirannidi ci saranno sempre ma per il tiranno nessuna pietà. Il popolo non rinuncia mai al proprio potere, ma al più lo delega ai suoi rappresentanti e può sempre revocarlo se questi “si comportano male”.

John Milton (1608-1674), scrittore e poeta inglese, è universalmente noto come autore del poema epico Paradiso perduto. Con questo scritto contro il potere assoluto, e con altri come l’Areopagitica, il poeta assunse anche il ruolo di campione della libertà.

Gli ordini non sono vincoli assoluti nel diritto e nell’etica, poiché esiste il dovere di rifiutare l’esecuzione di comandi palesemente criminosi o illegittimi. Il dovere di rifiuto? Davanti a un ordine manifestamente criminoso, il destinatario ha l’obbligo giuridico e morale di rifiutarsi di eseguirlo.

La scusa del “seguire gli ordini” non cancella la responsabilità individuale. Un ordine è un atto di disposizione gerarchico o operativo che richiede esecuzione, ma resta subordinato al rispetto delle leggi superiori e dei princìpi etici fondamentali, differenziandosi dai vincoli strutturali o inderogabili di un sistema.

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