Fincantieri, finmeccanica e il sistema milanese

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di MASSIMO GIANNINI Fonte originale: www.repubblica.it Ci risiamo. Era già accaduto un anno fa, con la clamorosa inchiesta barese che travolse l’imprenditore fallito Tarantini e il faccendiere incallito Lavitola: nomine, soldi e consulenze, che ruotavano intorno alle aziende pubbliche di rilevanza strategica, del calibro di Eni e Finmeccanica. Tentativi riusciti o abortiti per trasformare i pochi gioielli rimasti in cassa allo Stato in mangiatoie per consorterie post o neopiduistiche nelle quali convivevano manutengoli del potere cresciuti alle pendici marce del berlusconismo. Scandali che sono costati la poltrona a Pierfrancesco Guarguaglini e signora, e che rischiavano di costare il rinnovo ad altri manager persino più titolati e blasonati. Ora c’è di nuovo in mezzo Finmeccanica, rifinita in un altro filone d’indagine della nuova Tangentopoli nazionale: quella della Lega Nord e di casa Bossi. Un’informativa dei carabinieri racconta di capannoni di proprietà di Marco R
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