LETTERA APERTA*
Su tutti i quotidiani e televisioni nazionali non passa giorno senza che l’ex ministro degli Interni Maroni non parli ed esalti il cosiddetto “modello Verona” recentemente plasmatosi dopo le elezioni amministrative. Vorrei fare, da vecchio simpatizzante (voto Lega Nord da circa 15 anni) alcune considerazioni che forse sono sfuggite al futuro leader (così sembrerebbe…) del partito. Innanzitutto non capisco cosa ci sia da esultare dopo un misero 10% ottenuto dalla Lega a Verona, appena 3 assessori e 5 consiglieri comunali eletti (di cui la sorella del sindaco sarà per l’ennesima volta capogruppo...). Nelle circoscrizioni cittadine i presidenti e consiglieri leghisti sono praticamente scomparsi a scapito dei candidati della Lista Tosi (anche in questo caso uno dei pochi leghisti eletti, casualità, è il papà di Tosi). In provincia scaligera la Lega Nord ha perso ovunque, anche in comuni importanti amministrati per decenni. La Lega Nord, fuori Verona, prati
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