di REDAZIONE
Al governatore il Piemonte sta stretto e vuole tornare alla ribalta nazionale. Per questo potrebbe staccare la spina già in primavera. Solo voci, ma insistenti. E nella Lega molti iniziano a criticarlo
“Cota non vede l’ora di togliersi la Regione dai Maroni”. È sintetizzato in questo sapido calembour, coniato da un parlamentare lombardo che raccoglie spesso le confidenze del suo ex capogruppo, il travaglio che affligge in queste ore il Governatur. Nel Carroccio è scoccata la scintilla del redde rationem e nello scontro tra il cerchio magico bossiano e la base maroniana difficilmente ci sarà spazio per posizioni mediane, attendiste, levantine. Come la sua, con la quale finora è riuscito a destreggiarsi, alternando doppiezza e doroteismo, tra le due fazioni in guerra per la leadership. Ancora l’altro giorno, alla riunione della segreteria regionale, convocata a Stresa, a margine della sessione del parlamento padano, Cota ha preferito eludere la questione e
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