di GIANLUCA MARCHI
E parlavano di tregua e di unità ritrovata! Nella Lega Nord, ovviamente. Altro che fratelli coltelli, qui siamo alle scimitarre. L'operazione che ha promosso Giampaolo Dozzo a capogruppo alla Camera al posto dell'ormai inviso Marco Reguzzoni tende indubbiamente a raffreddare gli animi, almeno in Parlamento. Ma sotto la cenere brucia un fuoco intensissimo. A dimostrazione di ciò è arrivata puntuale l'ennesima nota al veleno della Velina Verde, un sito che era rimasto silente per un paio di mesi, ma che nell'autunno del 2011 si era contraddistinto per aver sferrato pesanti attacchi nei confronti di Roberto Maroni e alcuni suoi uomini. Un sito che triangola fra i Caraibi e l'Islanda e che è stato subito attribuito all'ispirazione di Marco Reguzzoni, senza per altro che nessuno sia riuscito a capire bene chi lo gestisca. La caccia alla mano vendicatrice si era affievolita appunto perché Velina Verde si era silenziata. Ora, però, è tornata all'attacco, con un af
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