Cittadinanza agli immigrati? non è l’emergenza di cui parlare

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di STEFANO BRUNO GALLI Caro Gilberto, ho letto con il consueto interesse e la necessaria attenzione il tuo intervento sul ministro Kyenge e il tema dell’immigrazione. E ti confesso che, detto con estrema franchezza, sono arcistufo di questo dibattito sulla cittadinanza e lo ‘ius soli’ che è solamente – come spesso accade – demagogico e fortemente ideologico. Non si può definire in altro modo, credimi. Quello di cittadinanza non è un diritto acquisito automaticamente, ma una qualifica da guadagnarsi attraverso la ‘vivibilità’ delle istituzioni, la partecipazione alla vita pubblica, la condivisione di modelli di cultura e di comportamento, l’adesione a una mentalità collettiva che si fonda sulle tradizioni civiche delle comunità volontarie territoriali. Per questa ragione, la concessione della cittadinanza deve contemplare un periodo lungo – molto lungo – prima di essere approvata. Guardiamo con attenzione agli studi comparativi dei più accreditati
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