di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI
I capitali italiani (piccoli e grandi) scappano all'estero e i capitali esteri non vengono in Italia. Grande meraviglia di chi governa e di certa stampa. I grandi economisti (grandi si dice per scherzare) che dissertano in Italia non hanno ancora capito un assioma: i capitali vanno dove conviene mandarli!
Tutti gli sforzi di Roma, di inventare fantasmagorici (nonché costosissimi) controlli non approdano a nulla. La regola di cui sopra è la versione finanziaria della legge fisica del “minimo sforzo”. D'altra parte quando un individuo guadagna ufficialmente e regolarmente quanto gli è dovuto per il suo lavoro e ci paga per intero le tasse, sarà libero di impiegare i suoi risparmi dove e come meglio crede? O siamo ancora in una unione delle repubbliche sovietiche, dove tutto è di proprietà dello Stato?
D'altra parte in Italia i risparmi dove potrebbero investiti? In titoli di Stato? Dove gli interessi non compensano neanche l'inflazione
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