di CLAUDIO PREVOSTI
In realtà ce ne eravamo accorti più o meno tutti, ma le banche, le dirette interessate, tacevano: la crisi continua a tagliare il credito all'industria, mentre ci sarebbe bisogno di una strategia opposta. Adesso la conferma viene anche da una banca, la Popolare di Vicenza, che in uno studio certifica come dal settembre 2010 - a crack finanziario già abbondantemente iniziato - all'aprile di quest'anno il sistema manifatturiero italiano abbia registrato un calo degli 'impieghi vivì del 12,5%, con tutti i settori che hanno accusato un segno negativo: dal -48% della raffinazione del petrolio al -20% di auto e mezzi di trasporto, fino alla limatura dell'1,6% dell'alimentare, il settore meno colpito.
Ovviamente non mancano le giustificazioni: per le banche aumenta il rischio nel concedere prestiti, con il rapporto tra sofferenze e impieghi che ha raggiunto il 12,5% medio, e il boom di settori come il tessile abbigliamento, con il 20% di crediti difficilmente esi
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