di LEONARDO FACCO
La "rivolta del 9 dicembre" - a prescindere dalle mille rivendicazioni avanzate in ordine sparso - ha comunque fatto montare la protesta di chi ha consapevolezza che il sistema fiscale italiano è un marchingegno criminale, è il problema tra i problemi.
Ieri, davanti all'Agenzia delle Entrate ad esempio, gli amici del Tea-party hanno manifestato, con tanto di striscione, contro lo "Stato ladro", che nemmeno con Letta ha perso il vizio di rapinare i contribuenti. Intervistato dalla tv, Giacomo Zucco, il portavoce dell'associazione, ha detto: "I coloni americani si ribellarono a Re Giorgio. Anche in Italia, guarda caso, abbiamo un Re Giorgio".
Il mio amico, ed editore, Michele Liati (che da solo, un paio d'anni fa, ha marciato fino a Roma per difendere il lavoro dall'intrusione sindacale) ha spedito una letterina natalizia alle sedi di Equitalia ed Agenzia delle Entrate. Eccola: "Gentile Esattore, siamo ormai vicini a Natale, periodo che chiama ciascuno di n
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