Argentina e Pmi: ecco il decreto per incentivare gli investimenti

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di GEPPO CIATTI

Il Decreto 242/2026 rappresenta la norma attuativa del nuovo Régimen de Incentivo para Medianas Inversiones (RIMI), uno strumento pensato dal governo argentino per stimolare gli investimenti produttivi di piccola e media scala, in parallelo (e in parte complementare) al più noto RIGI dedicato alle grandi imprese.

Ecco, in sintesi chiara ma completa, cosa prevede.

1. Obiettivo del RIMI

Il decreto chiarisce che il regime nasce con finalità economiche molto precise:

  • promuovere investimenti produttivi nazionali e stranieri
  • rafforzare le catene di valore;
  • aumentare le esportazioni;
  • creare occupazione.

In altre parole, è uno strumento di politica industriale focalizzato sulle PMI.

2. Chi può accedere

Il RIMI è destinato a:

  • micro, piccole e medie imprese (fino a “tramo 2”);
  • enti senza scopo di lucro che rispettino parametri equivalenti;

Condizione essenziale:

  • possedere il certificato MiPyME al momento dell’investimento.

3. Tipologie di investimenti ammessi

Il decreto definisce con precisione cosa si intende per “investimento produttivo”. Sono inclusi:

✔️ Ammessi

  • beni di capitale (macchinari, impianti);
  • tecnologia e IT;
  • infrastrutture produttive;
  • efficienza energetica e rinnovabili;
  • sistemi agricoli (irrigazione, protezioni antigrandine);
  • beni zootecnici (genetica animale).

❌ Esclusi

  • investimenti finanziari o di portafoglio;
  • beni non legati alla produzione (es. auto).

4. Durata e tempistiche

  • Il regime ha validità di 2 anni;
  • Le imprese devono realizzare gli investimenti entro questo periodo;
  • La “messa in funzione” può avvenire anche dopo, se l’investimento è già stato effettuato.

5. Soglie minime di investimento

Il decreto prevede soglie minime (stabilite dalla regolamentazione):

  • circa 150.000 USD per micro imprese;
  • 600.000 USD per piccole;
  • fino a 9 milioni USD per medie (“tramo 2”);

Gli importi sono calcolati al netto dell’IVA.

6. Incentivi fiscali principali

Il cuore del RIMI è rappresentato dai benefici fiscali:

🔹 Ammortamento accelerato

  • beni ammortizzabili in 2 anni (molto più rapido del normale);
  • opere con riduzione dei tempi al 60% del regime ordinario.

🔹 Recupero IVA

  • possibilità di ottenere il rimborso anticipato dell’IVA già dopo 3 mesi;

🔹 Regimi speciali

  • per agricoltura ed efficienza energetica: (ammortamento fino a 1 anno).

7. Condizioni e limiti

Per accedere:

  • l’investimento deve essere nuovo e produttivo;
  • deve generare reddito imponibile;
  • l’impresa non deve avere debiti fiscali non regolarizzati.

8. Significato economico del decreto

Il Decreto 242/2026 rappresenta:

  • un tentativo di attivare investimenti intermedi (tra PMI e grandi gruppi);
  • uno strumento per migliorare la competitività industriale;
  • un incentivo a modernizzazione tecnologica ed efficienza energetica;

Si tratta, in sostanza, di una leva fiscale per spingere il settore produttivo senza interventi diretti dello Stato, ma attraverso incentivi mirati.

Il RIMI è un regime temporaneo, selettivo e orientato alla produzione, che punta a colmare un vuoto: quello delle medie imprese spesso escluse dai grandi programmi di investimento. Il Decreto 242/2026 ne definisce l’architettura operativa: meno burocrazia, incentivi fiscali concreti e un focus chiaro su produttività, tecnologia ed export.

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