Belgio: il partito Islam promette di instaurare la sharia. E parte la protesta dei residenti

di SALVATORE ANTONACI Una delle grandi novità nel panorama politico continentale è senza dubbio rappresentato dalla nascita di partiti di ispirazione islamista che puntano a raccogliere il consenso degli elettori di fede maomettana. Oltre alla Spagna, anche i paesi scandinavi Norvegia, Svezia e Finlandia si sono incamminati su questa via concedendo ai neomovimenti il nullaosta per concorrere alle elezioni legislative pur in presenza di piattaforme programmatiche piuttosto ambigue per non dire inquietanti. Il riferimento, ovviamente, è alla sharia, l’applicazione integrale della legge islamica che rimane l’obiettivo ultimo, anche se minimizzato dai promotori, oltre alla presenza come da corollario di norme censorie piuttosto severe a riguardo delle libertà personali. Il Belgio, stato  ormai a vocazione multiculturalista, non fa eccezione a questo canovaccio con , però, una significativa differenza. Mentre , infatti, nei paesi citati, i riscontri in termini di voti  si sono rivelati estremamente esigui ( non più di qualche centinaio di preferenze e percentuali risibili da prefisso telefonico internazionale), a Bruxelles, o meglio nella regione limitrofa alla…

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