Bruno Leoni, lo Hayek italiano scomparso troppo presto

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di DAFNE RATILIO Guarda, avevamo uno Hayek in casa e non lo sapevamo. D'altra parte lo stesso premio Nobel per l'economia, il grande Friedrich, da noi lo conoscono in pochi; c'è da stupirsi dunque del silenzio intorno a Bruno Leoni, che pure si dovrebbe considerare, oltre che suo allievo, una gloria nazionale? Meriterebbe davvero di chiamarsi Bruno il Grande, Leoni. Se non ebbe il tempo materiale di diventare sino in fondo il Friedrich von Hayek italiano (morì tragicamente e assurdamente per un caso banale nel 1967, a soli 54 anni) si affermò comunque come il politologo italiano più conosciuto nel mondo, nonché come segretario prima e presidente poi di quella Mont Pèlerin Society destinata a raccogliere il gotha del liberalismo mondiale. Raimondo Cubeddu, teorico di scuola libertaria e autore di vari saggi sul pensatore italiano ha descritto la parabola di Leoni, nato ad Ancona nel 1913, laureato a Torino, impegnato nella Resistenza quando soccorreva i piloti alleati abb
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