CAMUS E IL SUICIDIO COME FORMA DI RESISTENZA ALLA TIRANNIDE

di PAOLO L. BERNARDINI Giova, sempre, rileggere i classici. Soprattutto nei tempi di miseria, economica, e dunque intellettuale e morale, che ci tocca nolenti volenti di vivere, ora. Mentre le librerie italiane, e non solo italiane, rispecchiano il degrado imperante spacciando autentica spazzatura per letteratura, “cinquanta gradi di degrado”, per parafrasare i titoli correnti dell’immondizia imposta da un complesso sistema di (finto) mercato artistico-letterario. Imposta e tragicamente accettata, come se altro non ci fosse da leggere. Ma così non è, e lancio dunque l’invito a chiunque lo voglia, a perdersi in bancarelle e vendite elettroniche di libri usati, e rifornire la propria biblioteca, a prezzo di saldo, con autentici capolavori. Da qualche anno, è passato il primo centenario della nascita di Albert Camus. Rileggerlo, e i titoli suoi a disposizione non mancano, significa immergersi in una temperie spirituale e storica che può apparire affatto lontana. Certamente, gli accadde di essere anzitempo inserito tra i “classici”, uno dei più giovani premi Nobel di ogni tempo, lo…

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