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Catalogna, decreto firmato: il primo ottobre al voto per l’indipendenza

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di REDAZIONE

Il presidente catalano Carles Puigdemont ha firmato insieme ai ministri del suo governo, il decreto di convocazione del referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna per il prossimo primo ottobre.  La firma è arrivata dopo il voto con il quale il Parlamento catalano ha approvato la legge con 72 voti a favore, nessun contrario e 12 astenuti.

Un voto che il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha definito “illegale”, annunciando che vi si opporrà con tutti i mezzi.

Puigdemont ha invitato i catalani al voto: “Convochiamo tutti i cittadini del nostro Paese a decidere in che modo desiderano orientare il futuro della Catalogna, se tramite il corrente percorso dell’autonomia e di uno statuto lacunoso o attraverso una nuova via: quello di uno stato indipendente in forma di repubblica”.

La maggioranza indipendentista è riuscita a modificare l’ordine del giorno della seduta parlamentare, mettendo al primo posto le legge di convocazione del referendum, prendendo l’opposizione in contropiede lasciandole solo due ore per presentare eventuali emendamenti.  Il deputato dell’opposizione, Rodriguez, è certo che il governo centrale sarà in grado di annullare il voto in tempi brevissimi: “Domani queste nuove leggi saranno solo un ricordo perchè fortunatamente la Spagna è uno Stato di diritto. E democraticamente la Corte Costituzionale, su richieta del governo centrale, sospenderà e dichiarerà nulli, già domani, tutti gli accordi che sono stati raggiunti oggi”.

Immediatamente dopo la firma del decreto, la maggioranza indipendentista ha prontamente pubblicato su Twitter il video con cui invita la cittadinanza al voto del primo ottobre.

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5 COMMENTS

  1. In Scozia più che la regina furono banche e assicurazioni e fondi pensione… basati a Londra… a fare bau agli Scozzesi.

    Credo in Catalonia vincerà comodamente il SI. Poi vojo vedere El Rajoy a mandare i carri armati, tra l’altro pagati con soldi Catalani. Eh sì, perché finanziariamente Barcelona sta a Madrid come Milano/Venezia sta a Roma (anzi, a dire il vero, Lombardia e Veneto scuciono moolto di più).

    Quando Maroni avrà le palline per spiegare per bene, ai peones lombardi, a che furto legalizzato da decenni sottostanno?…

  2. il questio referendario mi sembra ben posto, coerente con il principio di una democrazia non solo di facciata ma che va dritta alla sostanza…. potrebbe tuttavia verificarsi quanto e’ capitato in Scozia dove in extremis un intervento della regina all’ultimo momento scosse un sentimento di nostalgia che determino’ il risultato finale… Ma forse la monarchia spagnola oggi non e’ altrettanto amata…

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