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Combattere le abitudini illiberali della mente

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di BARRY BROWNSTEIN

Proprio come i modelli di comportamento che definiamo abitudini, le abitudini della mente operano dietro le quinte. Usiamo la metodologia di Bastiat per esaminare le abitudini della mente che sono in contrasto con la libertà. Come ogni mentalità in contrasto con la prosperità umana, possiamo esporre conseguenze non viste e costose di quelle abitudini mentali illiberali.

Sostenere l’intervento dello stato nelle nostre vite è un’abitudine mentale illiberale che ci costa parecchio. Nel suo libro, Deeper than You Think, Leonard Read scrisse: “La maggior parte delle persone non è più consapevole della libertà che dell’aria che respira; la libertà raramente viene apprezzata e altrettanto raramente difesa, tranne che in casi di costrizioni improvvise”.

I lockdown e gli obblighi di vaccinazione per continuare a lavorare hanno provocato reazioni da parte di molti, eppure la maggior parte ha dormito sonni tranquilli durante il lungo accumulo di potere autoritario da parte dello stato. Pochi hanno visto le conseguenze a lungo termine, quindi si sono indignati solo quando l’impatto era sotto i loro occhi. Read scrisse:

  • Lasciate che l’autoritario bandisca improvvisamente il consumo di pane e il popolo si rivolterà in collera, rivendicando un affronto sua loro libertà. Ma se l’autoritario avvia programmi che alla fine diminuiranno ciò che mangiamo con un approccio obliquo e graduale – inflazione, controlli dei prezzi, pagare gli agricoltori per non coltivare e i lavoratori per non lavorare, eccetera – si alzeranno irate poche voci; difficilmente la persona media percepirà una perdita di libertà.

Con il declino della libertà, lo stato e la burocrazia sono visti come la causa immediata della nostra angoscia, ma Read ci suggerisce di guardarci allo specchio: “Qualsiasi potere decisionale che l’autoritario ha sul popolo è esattamente pari ai poteri che il popolo stesso ha ceduto o gli sono stati espropriati”. Come sempre, Read è schietto:

  • “Sembra ragionevole che la libertà possa essere accresciuta man mano che molti di noi riconoscono che il potere corruttivo e coercitivo che affligge la società è prima un’acquisizione e poi un’inversione delle libertà individuali, le vostre e le mie; questo male che detestiamo ha la sua origine nella forma sgangherata dei nostri bastioni intellettuali e spirituali”.

Read ci ricorda che la difesa della libertà è un lavoro interno:

  • La libertà non può essere sostenuta dalla forza fisica, che abitualmente associamo alla difesa, così come un’intuizione, un pensiero, una preghiera silenziosa non può essere sostenuta dalla forza. L’unico difensore della libertà è la mentalità avanzata e questo è alla portata di un numero nutrito di persone. La risposta alla domanda “combatteranno per essa?” si trova nella risposta che ognuno di noi dà alla domanda “combatterò per essa?”.

L’esperienza, ci insegna Bastiat, può essere un insegnante brutale, essa infatti ci illumina riguardo a tutti gli effetti di un’azione facendoceli sentire, e non possiamo non imparare che il fuoco brucia senza bruciarci. Ma non sarebbe più facile, si chiede Bastiat, coltivare la preveggenza e allenare la nostra mente ad anticipare gli effetti che non si vedono?

TRADUZIONE DI FRANCESCO SIMONCELLI

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