di LUIGI CORTINOVIS
Quando aveva nove o dieci anni, Bretigne decise di ribellarsi al cambio d’ora. Continuò a usare l’ora solare tutto l’anno, con il suo orologio dalle lancette fluorescenti che ignorava ostinatamente il passaggio all’ora legale. Naturalmente, quel piccolo gesto non aveva effetti pratici, ma per lei fu una promessa: anche un bambino può intuire l’assurdità di un sistema che pretende di “spostare” il tempo.
Oggi, scrive l’autrice, moltissime persone si lamentano del cambio d’ora, mentre vari governi discutono se abolirlo. Ma forse non serve aspettare un decreto: possiamo farlo da soli. La proposta è semplice — quasi disarmante nella sua ovvietà: scegliere il proprio fuso orario permanente.
Chi vive, per esempio, sulla costa orientale degli Stati Uniti, potrebbe dichiarare di adottare per sempre “Eastern Permanent Standard Time”, senza più passare a “Daylight Time”. Per metà dell’anno coinciderà con l’orario ufficiale; per l’a