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Come il friuli fu annesso all’italia, incontro pubblico ad aviano (pn)

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friulitruffadi REDAZIONE

Su Wikipedia, sta scritto così: “Nel 1815, il Congresso di Vienna sancì la definitiva unione di Veneto e Friuli con la Lombardia austriaca, venendosi in tal modo a costituire il Regno Lombardo-Veneto. Una ventina d’anni più tardi, il Mandamento di Portogruaro, da sempre friulano per storia, cultura, geografia e a lungo anche per lingua, fu scorporato per volontà austriaca dalla Provincia del Friuli (parte integrante, come già si è detto, del Regno Lombardo-Veneto austriaco) e assegnato alla Provincia di Venezia (1838). Nel 1848 durante la Prima Guerra d’Indipendenza, il Friuli conobbe una breve stagione indipendente nel tentativo di passare allo Stato Italiano. Nel marzo 1848 venne costituito un Governo Provvisorio del Friuli guidato da Antonio Caimo Dragoni, il conte Antonini ed altri, che crearono un comitato di difesa a capo del quale vi furono Giovanni Battista Cavedalis, Antonio Conti e Luigi Duodo. Le fortezze di Osoppo e Palmanova, comandata dal generale Carlo Zucchi, costituirono i punti di difesa per l’insurrezione.[senza fonte] Il Friuli centrale (provincia di Udine) e il Friuli occidentale (provincia di Pordenone) furono annessi all’Italia nel 1866 assieme al Veneto subito dopo la terza guerra di indipendenza, mentre il Friuli orientale (la cosiddetta Contea di Gorizia e Gradisca) rimase soggetto all’Austria fino al termine della prima guerra mondiale.

Durante la prima guerra mondiale il Friuli, che all’epoca si trovava diviso tra Regno d’Italia e Austria-Ungheria (Provincia di Udine per il Regno d’Italia; gran parte della Contea di Gorizia e Gradisca per l’Impero d’Austria-Ungheria), fu teatro delle operazioni belliche, che ebbero conseguenze gravose per la popolazione civile, in particolare nel periodo della battaglia di Caporetto.

Durante il periodo fascista il Friuli dovette subire un processo di assimilazione culturale, di cui furono vittime soprattutto la popolazione slovena e quella germanofona. Forte fu anche la pressione sulla comunità parlante il friulano. L’assimilazione infatti comportava la proibizione dell’uso di tutte le lingue minoritarie. Seguendo una politica educativa di chiaro stampo nazionalista, venne posto in essere in Friuli, come nel resto dell’Italia, un tentativo di imporre l’italianità anche attraverso forme coercitive sui bambini.

A partire dal mese di giugno del 1940 il Friuli fu coinvolto, come il resto d’Italia, nella seconda guerra mondiale e durante la caduta del fascismo fece parte di quei territori che vennero annessi direttamente dal terzo Reich. Al termine della seconda guerra mondiale si propose il problema della definizione dei confini tra la Jugoslavia e l’Italia, che riguardava anche la fascia orientale del Friuli, da Tarvisio a Monfalcone”.

Come è andata veramente? Lo potrete scoprire GIOVEDI’ 22 ottobre prossimo, domani, alle ore 20.45 ad AVIANO (Pn) presso la Casa dello Studente in Viale San Giorgio Titolo dell’appuntamento: “COME IL FRIULI FU ANNESSO ALL’ITALIA – Nel 149° anniversario del plebiscito del 21-22 ottobre 1866″. All’incontro pubblico sarà ospite ETTORE BEGGIATO, autore di “1866: la grande truffa”.

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