di REDAZIONE La crisi abbatte i redditi delle famiglie e delle imprese ed estende le maglie dell’usura anche su aree del Paese che fino a poco tempo fa risultavano impermeabili a questa piaga. A lanciare l’allarme e’ un’indagine presentata ieri nel corso della Giornata nazionale per la trasparenza e la legalita’, promossa da Unioncamere, che dedica uno specifico focus a questo fenomeno dilagante. Dalla ricerca emerge che, nel 2012, 11 milioni e 275mila italiani (pari al 18% della popolazione residente) risiedevano in province con un basso rischio di indebitamento patologico o di esclusione dal credito, mentre solo nel 2010 erano oltre 17 milioni (pari al 28% della popolazione). Bolzano, Sondrio, Cuneo, Belluno, Trento le province che, nel 2012, risultano meno permeabili alla piaga dell’usura. All’estremo opposto della graduatoria, in quanto territori a forte rischio di vulnerabilita’, si incontrano invece Napoli, Caserta, Reggio Calabria, Caltanissetta, Trapani. Rispetto all’analisi effettuata nel 2010, la “perdita” di posizioni, equivalente alla retrocessione in area di rischio, e’ massima per Bologna…















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