Giù le mani dai conti correnti, il Fisco non può controllare senza un motivo

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di ALTRE FONTI  La guardia di finanza non può effettuare controlli in modalità “random”: tutto deve sempre scaturire da un motivo valido. Stop alle indagini finanziarie indiscriminate sui conti correnti. La Guardia di finanza non può sottoporre ai raggi X i depositi in banca dei contribuenti in modo indiscriminato e senza valide ragioni, onerando poi questi ultimi della prova contraria. Per poter procedere a verifiche, al contrario, è prima necessario un buon motivo e dei sospetti fondati. Se la Cassazione, di questi tempi, ha iniziato a firmare una serie di sentenze dichiaratamente a favore del fisco, i giudici di merito, al contrario, dimostrano una maggiore sensibilità nei confronti dei cittadini e delle garanzie offerte dallo Statuto del contribuente. Così, di recente, la Commissione Tributaria Regionale di Roma [1] ha detto che un contribuente non può essere sottoposto a indagini bancarie – con conseguente necessità, per quest’ultimo, di difendersi (secondo il principio della “inversione dell’onere della prova” a suo carico) – se non vi sono fondati motivi per procedere alle ispezioni. Insomma tali controlli…

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