CONCORDIA, TRE IPOTESI PER PORTARLA VIA

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di REDAZIONE La Costa Concordia, incagliatasi sulle rocce il13 gennaio scorso, all’isola del Giglio, offre di sé uno spettacolo assai triste a cui ci si dovrà tuttavia abituare per un bel po’. Almeno un anno, secondo la migliore delle possibilità: rimuovere definitivamente la mega-carcassa, arenata sul lato sinistro sarà, infatti, un’impresa complicata, lunga e costosa, la prima al mondo nel suo genere, e richiederà un impegno ingegneristico di altissimo livello, fondamentale però per la salvaguardia dell’ambiente. Dopo aver svuotato i serbatoi dal gasolio, come si agirà? Ad oggi son otre le ipotesi sul tappeto: chiudere la falla e provare a rimorchiare la nave, chiudere la falla e rimorchiare solo la base, dopo aver liberato lo scafo di buona parte dei ponti superiori, o smontarla pezzo dopo pezzo sul posto. “Il primo scenario è il più allettante, ma anche il più difficile da realizzarsi, visto che c’è poca acqua sotto la nave e ciò rende problematico poter applicare eventuali cassoni di spinta. Il terzo scenario è sicuramente il più devastante; segarla…

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