DAL CONTE DI MONTECRYPTO AL BRUTALE STATALISMO DI BOLOGNA

di PAOLO L. BERNARDINI Tutto nasce in un solo giorno, un giorno d’autunno livido, fresco, capace di ispirare la più acuta delle malinconie. Ma anche un giorno dove un pochino il sole della libertà ci ha riscaldato, nel tepore e nell’allegria conviviale di un simpatico ristorante, ad ascoltare Leo Facco che ci parlava di tutti i mondi possibili del suo bel romanzo, “Il conte di Montecrypto”. Era il 28 ottobre 2018. Chi, come me, abbia fatto dell’osservazione anche dei dettagli più minuti il proprio stile di vita, si ritrovava casualmente immerso in una delle realtà più simboliche, e più contraddittorie, dell’Italia “che produce”. Anche se forse scelta a caso, anche se forse ben pochi ne erano consapevoli, quella periferia di Bologna dove abbiamo visto scorrere le lacrime del Venezuela, insieme al generoso lambrusco, taglia la storia del Novecento, e tragicamente. Nelle sue contraddizioni acutissime, mai risolte, meno che mai nella Bologna rossa e rotta dalle tragedie: che chi ha qualche capello bianco ricorda, e ben…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Print Friendly, PDF & Email
Rubriche PensieroLibero