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Ecco il 158° segnale della ripresa: allegion taglia e investe all’estero

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serraturadi LUIGI CORTINOVIS

Ieri abbiam parlato di calze, l’altro ieri di bagni, prima ancora di case e oggi di lucchetti e serratura, ma la sostanza poco cambia.

Riporta il “Resto del Carlino” da Faenza (Ravenna): “Si complica la vicenda dei 238 dipendenti Cisa, dello stabilimento faentino, sui quali la proprietà, la multinazionale Allegion, con sede a Dublino, ha annunciato nei giorni scorsi il taglio occupazionale. Con un comunicato comparso sul sito dell’azienda si legge che «Allegion, produttore irlandese, quotato al Nyse, di lucchetti, serrature e soluzioni per la sicurezza in genere (con brand come l’italiana Cisa e Kriptonite), ha raggiunto l’accordo per rilevare, attraverso la sussidiaria Allegion Luxembourg Holding & Financing, la tedesca SimonsVoss Technologies da HgCapital, leader nel campo delle serrature elettroniche. SimonsVoss, con base a Monaco di Baviera, è leader europeo nell’emergente mercato delle serrature elettroniche con la quale Allegion svilupperà il segmento delle serrature a comando vocale. La transazione ha un valore di 210 milioni di euro finanziati tramite contanti a portata di mano e attraverso la sua linea di credito». Ieri mattina, gli operai hanno appreso con sgomento la notizia pubblicata su diverse testate economiche e sul sito della stessa Allegion; i dipendenti temono quanto la scelta di investire in un’azienda all’estero (275 dipendenti e 50 milioni di fatturato) faccia propendere per l’ipotesi che Allegion non intenda investire in Italia.  Gli italiani speravano che i tagli di 238 dipendenti fosse prodromico ad un piano di riconversionedell’impianto di Faenza, proprio nel segmento delle serrature elettroniche. Un mese addietro, infatti, proprio la presidente Moretti aveva rilasciato un’intervista, pubblicata il 24 maggio, qualche giorno prima delle elezioni amministrative in città, ad un settimanale locale dove preannunciava lo sviluppo del settore delle serrature elettroniche; tutti aveva sperato che quella produzione venisse realizzata a Faenza. Dopo l’acquisizione dell’azienda tedesca nessuno è più sicuro che la città delle ceramiche rimarrà in cima ai pensieri di Allegion”.

Quelli con le borse piene di soldi da investire in Italia, di cui Renzi parla da sempre, per ora non si vedono.

 

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