Francia sempre più sull’orlo del precipizio

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di SALVATORE ANTONACI In pochi giorni, dall’inizio della rivolta bretone detta dei berretti rossi, il timore parigino di un contagio ai quattro angoli della République si è fatto palpabile nelle stanze del potere socialista quanto mai incapace di fronteggiare un’opposizione non certo inattesa. Da quando i manifestanti in collera hanno distrutto le barriere elettroniche e le postazioni radar allestite per dare corso alla nefasta ecotassa, altre regioni hanno, difatti, emulato i vendicatori delle libertà locali oppresse da una macchina esattoriale sempre più vorace ed implacabile. Di queste ore le notizie di mobilitazioni in Alsazia, dall’altro lato dell’esagono, ed il danneggiamento di alcune attrezzature di controllo nei dipartimenti del Nord(al confine del Belgio) e del Lot et Garonne, in Aquitania, nel sud-ovest. Quanto basta per affermare, insomma, che i peggiori timori della nomenclatura di governo si stanno avverando. Si tratta di una insurrezione, per ora nonviolenta (ma la storia francese ci ha abituati a precedenti di tutt’altro segno) ed a carattere anti-fiscale: nel mirino di chi…

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