Il governo accelera il ricongiungimento familiare dei docenti del Sud

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di ALEX STORTI La recente approvazione del Decreto Legge 104/2013, noto come Decreto Scuola, ha sollevato molte polemiche per la prevista assunzione di ben 85.000 nuovi dipendenti pubblici, fra insegnanti (69.000) e amministrativi (16.000). Le polemiche provengono sia dal fronte di chi, giustamente, teme nuovi capitoli di spesa a carico del bilancio dello stato -cioè di Lombardi e Veneti, se non fosse abbastanza chiaro…-, sia dal fronte di coloro che, per contro, sostengono si tratti di annunci destinati a non avere reale seguito. Sia come sia,  il legislatore è stato capace di inserire un classico codicillo avvelenato, in questo corposo testo normativo. Un comma che, nella logica distorta della politica di assunzioni assistenziali tipica della repubblica italiana, ha un preciso scopo: favorire la nefasta e consolidatissima pratica dei ricongiungimenti familiari “al contrario”, da parte dei lavoratori del pubblico impiego reclutati nel Mezzogiorno, ossia la più parte di quelli in servizio. Di cosa stiamo parlando? È presto detto. Il comma 10bis dell’articolo 16 dispone che “i…

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