LA COSTRUZIONE DELL’UNITÀ D’ITALIA? DAL GRAND TOUR ALLE MIGRAZIONI OTTOCENTESCHE

di PAOLO L. BERNARDINI L’Italia unificata ha avuto due grandi contributi indiretti ma notevoli, perché prima si realizzasse, poi perché venisse rafforzata. Sono entrambi contributi solo parzialmente consapevoli, ma utilissimi, direi indispensabili per la causa centralistica: entrambi derivano dall’esperienza del viaggio. Ma si tratta di viaggi di natura affatto differente. Vediamoli. Prima che i Savoia riuscissero nel loro intento di espandere il proprio dominio all’Italia tutta, una categoria privilegiata di viaggiatori, gli aristocratici e alto-borghesi che in Italia si recavano nel rituale del “Grand Tour”, avevano diversi interessi a vedere l’Italia unificata: molto pratici, ad esempio, quello di non pagare dazi e di non doversi munire di svariati documenti per passare da uno stato all’altro, cosa che facevano di continuo. Poi vi era un interesse astratto, culturale, e intellettuale, nel vedere come dotati di identità unica territori anche geograficamente molto diversi, come quelli che compongono l’Italia-Stato, diversa dall’Italia-Espressione Geografica, dal 1861, o piuttosto, dal 1945 ad oggi. Derivava dal loro elitario amore per la Roma…

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